Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma ti guardano dentro.
La notte dei tre desideri di Tania Paxia è uno di questi: una narrazione che intreccia coraggio, destino e sentimenti, ma soprattutto una riflessione profonda su ciò che accade quando qualcuno ci guarda davvero, e non si limita solo a vederci.
Scopriamo insieme La notte dei tre desideri
Mila Quimby ha quasi ventun anni ed è la terzogenita di una delle famiglie più influenti di New York. Ha tutto ciò che una ragazza potrebbe desiderare: eleganza, ricchezza, prestigio… tranne ciò che davvero le manca – Grant Austin, trentacinque anni, direttore del dipartimento di libri rari e antichi della casa d’aste di famiglia, e soprattutto l’ex fidanzato segreto di sua sorella Amanda.
Quando Amanda decide di sposarsi con un altro, Mila capisce che non può più nascondere i propri sentimenti. Ma nella famiglia Quimby l’amore è un affare di sangue e reputazione, e per lei è già stato scelto un candidato, come da tradizione.
Così, per sfuggire a un futuro già scritto, Mila intreccia un’alleanza inaspettata con Marlon, un playboy incontrato nella biblioteca del college, e dà inizio a un gioco pericoloso fatto di sguardi rubati, feste sontuose e desideri da esaudire.
Ma quando anche Grant comincia a guardarla con occhi diversi, tutto cambia: l’amore diventa rischio, libertà, sfida alle convenzioni.
C’è un’atmosfera quasi Regency in questa storia contemporanea, un’eleganza di altri tempi, tra balli scintillanti, aste di cavalieri, matrimoni combinati, amori proibiti e passioni celate sotto le apparenze. Come nei migliori romance storici, anche qui ho ritrovato una protagonista che deve scegliere se restare dentro le regole o infrangerle per inseguire il suo cuore.
Perché il coraggio di scegliere è un atto che trascende le epoche e i costumi: è la forza che spinge ogni persona, in ogni tempo, a inseguire la propria verità e a scrivere il suo destino.
Con la sua scrittura vivace e intensa, Tania Paxia ci regala una storia che parla di coraggio e di libertà, di sguardi veri e di amori che non chiedono il permesso.
“Guardami bene. Puoi farlo?”
Una frase, che risuona come un battito e che, per me, è la vera anima del romanzo.
Perché guardare, in fondo, significa riconoscere. Significa accettare la verità di chi siamo, anche quando fa paura.
Oggi, nel mio Salotto del tè, ho il piacere di accogliere Tania Paxia per scoprire insieme cosa si nasconde dietro l’invito “guardami”, una parola semplice che sa di promessa e di rivoluzione.

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Il Salotto del tè: ospite Tania Paxia
Ciao Tania, sono davvero lieta di ospitarti nel mio salotto. Ti va di raccontarci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i tuoi lettori scoprissero oltre le pagine dei tuoi romanzi?
Grazie a te per l’accoglienza!
Una cosa che non tutti sanno della me “scrittrice” è che dietro ogni mia storia c’è sempre un messaggio che voglio trasmettere ai lettori; a volte lo riassumo nella dedica all’inizio del romanzo, altre rimane tra le righe. Mi piace pensare che i miei libri siano il mio modo di “comunicare senza parlare”, di raccontare i sentimenti attraverso i personaggi.
Invece, una cosa che non tutti sanno della me lettrice è che sì, scrivo rosa ma… leggo soprattutto gialli!
Nel romanzo, La notte dei tre desideri si esplora la “sottile linea tra il vedere e il guardare”. Cosa significa per te essere “guardati” davvero?
Essere guardati davvero, per me, significa essere visti oltre la superficie, non per quelli che appariamo. Non come sembriamo, ma come siamo quando smettiamo di alzare muri.
Viviamo in un mondo che vede molto ma guarda poco: ci si ferma all’immagine, ai filtri, alle versioni più “comode” di noi.
Nel romanzo, come nella vita, credo che lo sguardo giusto sia quello che non giudica ma accoglie, che riconosce anche i difetti e li trova belli, particolari.
Quando hai sentito nascere dentro di te questa idea? È stata una scintilla improvvisa o un pensiero che ti accompagnava da tempo?
Avevo in mente il tema dello sguardo come forma d’amore, ma non trovavo il modo giusto per raccontarlo. Poi, un giorno, ho immaginato Grant: un uomo che è stato solo “visto” fino a quando Mila sceglie di “guardarlo” davvero.
Da quel momento è nata la loro storia.
«Non ti devo piacere, Mila. È questo che non capisci. Non mi devi proprio vedere». Questa frase colpisce per la sua durezza, ma anche per la sua fragilità. Grant si nasconde dietro la paura dello sguardo, mentre Mila osa guardare. È forse questa, la vera differenza tra chi ama e chi teme di farlo?
Sì, il messaggio che volevo trasmettere era proprio questo: chi ama davvero guarda, anche quando non vorrebbe.
Grant rappresenta la paura di essere delusi, la paura di mostrarsi vulnerabili. Mila rappresenta il coraggio di farlo comunque.
Raccontare personaggi in cerca di verità significa, in qualche modo, guardarsi dentro. C’è qualcosa di Mila o di Grant che ti ha sorpresa per la sua vicinanza a una parte nascosta di te, forse una che non avevi ancora esplorato?
Forse la parte più nascosta è quella di Grant. Anch’io tendo a nascondere la fragilità dietro l’autocontrollo, come fa lui. Scrivendo di lui mi sono resa conto che anche il bisogno di proteggersi può diventare una forma di prigione, e che a volte bisogna esporsi per respirare.
Mila, invece, è quella parte di me che non smette mai di lottare per ciò che desidera.
Nei “tre desideri” di Mila non c’è solo la passione, ma anche il coraggio di mettersi in gioco, la vulnerabilità di chi sceglie di mostrarsi davvero. Se potessi esprimere un desiderio tu, oggi, quale sarebbe?
Desidererei la serenità e meno stress.
Molte volte – anzi, quasi sempre – per la fretta dimentico o do per scontate cose che invece sono importanti nella mia quotidianità.
Vorrei riuscire a fermarmi più spesso e dire: “Respira, puoi farcela. Rimanda a domani”. Ci sto provando, ma è difficile per me non avere tutto quanto sotto controllo.
Il tuo romanzo lascia nel lettore una sensazione calda, come una luce che resta accesa anche dopo l’ultima pagina. Se potessi scegliere un’emozione da regalare a chi legge La notte dei tre desideri, quale vorresti che fosse?
Un misto tra tenerezza, gioia e appartenenza. Chi chiude il libro deve provare una bella sensazione, quasi di familiarità, di “famiglianza”. Vorrei che sentisse di poterlo riaprire ogni volta che vuole e ritrovarsi a casa.
Grazie, Tania,
per averci condotto nel cuore del tuo romanzo, dove lo sguardo diventa parola, e la parola diventa incontro.
La notte dei tre desideri è una carezza per chi ha dimenticato il coraggio di farsi guardare, e un invito per chi, come Mila, sa che guardare davvero è un modo di amare.
Con affetto e ammirazione,
VIOLETTA AVRIL 💜
Un incorreggibile libertino e un’inguaribile romantica
Eccolo qui il mio primo romanzo!
È un debutto che porto nel cuore, nato dall’amore per il romance storico e da anni di letture appassionate.
Lascio che sia tu a giudicarlo e, se vorrai condividere con me le tue impressioni, mi farà immensamente piacere ricevere una tua mail.
Ogni parere sincero è un dono prezioso, e io ne sarei profondamente onorata.
“Miss Anne Ellis è una giovane donna dall’animo romantico, nata per incantare: capelli rosso fiamma, pelle diafana e occhi verdi pieni di sogni e di speranze. Ma il suo cuore è diviso tra due uomini tanto affascinanti quanto diversi e il destino giocherà con lei per renderle le cose ancora più difficili.
Due pretendenti, un solo cuore. Chi lo farà battere più forte?“
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